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24 aprile 2009
PERCORSO NATURALISTICO CAMPALTO SAN GIULIANO: SERVE IL COMMISSARIO? |
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Sembra ormai che non vi sia opera pubblica che possa prendere il via senza la nomina di un commissario!
Il percorso naturalistico che mette in comunicazione Passo Campalto con il parco di san Giuliano lungo la Gronda Lagunare, presentato in Municipio a Mestre con il "placet" di tutte le forze politiche e successivamente (19 dicembre) a Campalto, è stato miseramente insabbiato.
La colpa, però, non è delle basse maree o degli insidiosi fondali delle barene, ma di solerti burocrati.
Dato che i solerti burocrati non fanno altro che mettere in pratica le decisioni prese dai loro dirigenti, non è difficile ipotizzare che la causa di tutto ciò sia il solito giochetto politico tra le varie fazioni che compongono l'attuale amministrazione.
L'interesse "lobbistico" prevale sulle esigenze della comunità.
Così i finanziamenti restano immobilizzati, pronti, come già accaduto, a essere stornati su interventi più appaganti da un punto di vista elettorale, lasciando i cittadini di Campalto a bocca asciutta.
Sarebbe bello che arrivasse una decisa smentita alle nostre asserzioni: il silenzio, che nemmeno una stampa agguerrita riesce a scalfire, invece conferma ciò che da tempo pensiamo. Dov'è finita la trasparenza e la correttezza sventolate dai nostri politici locali?
Se l'intenzione era quella di lanciare un messaggio alla popolazione a ridosso di un turno elettorale di determinante importanza, possiamo ben dire che l'obiettivo è stato pienamente centrato.
Le recenti problematiche di Favaro, Tessera e Campalto e la conseguente difficoltà dimostrata dalle forze politiche di capire e affrontare le situazioni hanno consolidato i legami tra le associazioni e i comitati spontanei. Sta nascendo un desiderio comune di confrontarsi con le varie amministrazioni sui reali problemi e sulle opportunità di sviluppo che non devono essere dettate dalle speculazioni economiche (ne sono un chiaro esempio i progetti edilizi sull'area tra l'aeroporto e il centro abitato di Tessera o i nuovi mercati ortofrutticoli di via Porto di Cavergnago), ma devono rispettare la peculiarità del territorio e la qualità della vita di oltre 10000 cittadini.
Se entro tempi ravvicinati, molto ravvicinati, non verranno superati gli intoppi burocratici e verrà dato il via ai lavori, sarà difficile evitare qualche manifestazione eclatante.
Non ci manca la fantasia e le passate esperienze dovrebbero aver fatto scuola.
Gianfranco Albertini e Giorgio Lazzaro per "Cittadini per Campalto" |
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22 dicembre 2008
IL TIR DELLA SPERANZA
tratto da INSIEME del: 20/12/2008 n. 262
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Non si chiamava Mahumat, ma Zaher, Zaher Rezai. Le indagini compiute dalla polizia municipale hanno permesso di ritracciare i suoi genitori. Per loro aveva 13 anni, mentre secondo il medico legale ne aveva 17. Zaher arrivava dalla città di Mazar-i-Sharif che abbiamo imparato a conoscere per la guerra in Afghanistan e che ormai è distrutta dai bombardamenti. Prima di cercare la salvezza qui da noi era cresciuto in Iran dove faceva il saldatore, e scriveva poesie.
Zaher era afghano e fuggiva da una storia di guerre e persecuzioni. Zaher non è morto per una disgrazia. Esistono cause e responsabilità individuabili. Tra queste, inequivocabilmente, ha avuto un ruolo anche il sistema di controlli vigente al Porto di Venezia, oltre che la violazione costante dei diritti fondamentali perpetrata a danno di migranti e richiedenti asilo da parte della Grecia. Se Zaher si è nascosto sotto il tir che poi lo ha ucciso, è perché aveva fondato timore di essere respinto verso l´inferno della Grecia. Tutti coloro che fuggono sanno bene, infatti, che la possibilità di esercitare il diritto a chiedere asilo politico o di venire accolti se si è minorenni non è garantita alle frontiere portuali dell´Adriatico. La modalità con cui vengono effettuati i respingimenti alla frontiera del porto di Venezia, oltre che poco umana, è contestabile anche dal punto di vista giuridico e viola apertamente le direttive comunitarie sull´asilo, la Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell´uomo, ma anche decreti legislativi e circolari del ministero dell´interno italiani, nonché il testo Unico sull´immigrazione. Ricordare Zaher significa anche dire basta a questo sistema di controllo alla frontiera del porto di Venezia.
Quando ai genitori è stata data la notizia della morte, hanno immediatamente riattaccato il telefono travolti dal dolore e solo dopo due giorni hanno richiamato. Hanno chiesto di poter riavere il corpo per la sepoltura. Il comune di Venezia ha organizzato una colletta per questo (info. 041 2747463).
Nei prossimi giorni cercheremo di organizzare una manifestazione per non dimenticare e per aiutare questa famiglia.
Don Massimo |
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14 dicembre 2008
NON TI LASCIO SOLO FRATELLINO |
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Questo spazio era stato riservato perché io potessi spiegarvi cosa fà un Vicario Foraneo. Ho deciso di non parlare di me, ma di parlarvi di Mahumat. Per la verità di lui ancora non so molto. Ve ne parlo, non perché abbia fatto chissà quale impresa sportiva, né scritto l’ultimo libro di successo o girato film campione di incassi.
Mahumat arriva dall’Afghanistan. Sogna una vita diversa. Vuole un esistenza senza più l’orrore della guerra, della fame. Decide di partire. Non so che strada, abbia preso. In Grecia prende una nave che lo porta a Venezia, mercoledì 10. Sbarca, vede la Polizia che potrebbe rimandarlo indietro e allora si lega con la cintura sotto un camion ed esce dal Porto.
Fa freddo lì sotto. Piove, fango, sporcizia di olio, odore di benzina. E’ stanco, ha fame, ma la libertà non ha prezzo. Arriva in via Orlanda. Fa troppo freddo, ha troppa fame, non ha più forze. La cintura si rompe. Cade. Il camion lo travolge e neppure si ferma.
Mahumat Rezai ha 13 anni. Sognava solo un posto dove poter vivere in pace e farsi un futuro, invece è steso per terra davanti a casa nostra, con la pioggia che gli lava la testa schiacciata.
La nostra povera Giulia, sua compagna di sventura (vi ricordate?), perlomeno ha avuto le mani di un grande uomo, che in quell’ultimo istante non l’hanno lasciata sola. Mahumat neanche quello. A tredici anni è morto da solo, stanco e pieno di paura, davanti alla nostra porta di casa.
Vi chiedo di diventare la sua famiglia, i suoi fratelli le sue sorelle, i suoi genitori, i suoi nonni. Chiederò alle autorità, se nessuno si fa vivo, di occuparci noi della sepoltura, di non lasciarlo solo in questo ultimo tratto del suo lungo viaggio
Don Massimo |
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11 dicembre2008
BY PASS |
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Autorità e giornali informano che si sta lavorando per il by pass di Campalto voluto dalla cittadinanza. Ma quali sono i cittadini che vogliono il by pass? Non certo i campaltini!
Il traffico pesante a lunga percorrenza utilizzerà il passante mentre cisterne e betoniere locali da e per l’aereoporto potranno percorrere la tangenziale.
Spostare problemi di traffico pesante e inquinamento a 50 m dal centro non è proprio pensabile che sia la volontà dei cittadini di Campalto e a questo proposito sarebbe proprio interessante un referendum tra i residenti.
Alfonsa |
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01 dicembre 2008
FONTANA |
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Quella fontana è proprio brutta!
Mi piacerebbe conoscere l’ideatore di quell’opera d’arte, che abbiamo atteso per oltre un anno e, soprattutto, la mente illuminata che ha approvato il progetto. (lasciamo perdere il costo...)
Non ci aspettavamo di certo un’opera “berniniana”, ma penso che Campalto meritasse qualcosa di meglio; visto che l’abbiamo pagata noi, sarebbe stato corretto chiedere anche il nostro parere.
Vorrei inoltre sapere a chi spetta il compito di tenere in ordine le aiuole: le centinaia di piante di lavanda, aggredite dalle erbacce, necessiterebbero di un po’ di maquillage. E’ giusto spendere migliaia di euro di denaro pubblico nel “decoro urbano” se poi non si affida a nessuno la manutenzione di queste aree soggette a diventare mini discariche e a ospitare indesiderabili parassiti?
Gianfranco |
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28 novembre 2008
GRAZIE |
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Mi complimento con voi per il lavoro che state facendo e vi ringrazio perchè pubblicando nel sito tutti gli articoli dei giornali offrite a noi campaltini un utile servizio.
Renzo |
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12 settembre 2008
PARCO CHIARIN |
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Con piacere ho notato che al parco di via Chiarin sono iniziati dei lavori ed è spuntata una nuova fontanella. Spero che non faccia la fine dell'altra, chiusa ed arrugginita.
Anna |
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10 settembre 2008
TELECAMERE |
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Come tutti sanno le telecamere in via Circonvallazione, vicino all'ex-ospedale, sono state tolte, poichè la strada non è più a traffico limitato. Qui in via orlanda le telecamere le chiediamo da anni, ma o per i soldi che il comune non ha, o per altri motivi, non vengono installate. Perchè allora quelle tolte lì non vengono portate qui in via orlanda?
Lorenzo |
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08 settembre 2008
PIAZZALE NUOVO MA MAI A POSTO |
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Il lampione centrale della fila a destra guardando la facciata della Chiesa di San Benedetto già non funziona più da settimane... è durato quasi un anno.... addirittura!
Fabio |
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05 settembre 2008
FONTANA |
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Ci sono pervenute diverse segnalazioni di critica alla nuova fontana affianco al piazzale della chiesa di San Benedetto. Noi condividiamo la delusione per il risultato." |
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29 luglio 2008
L'INCREDIBILE "AFFACCIO ALLA LAGUNA" DI CAMPALTO |
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... potrebbe essere credibile se ci ricordiamo che se esiste un progetto di utilizzare l'argine sud dell'Osellino dal Passo al parco di S.Giuliano per realizzare una pista ciclabile esiste anche il progetto dell'Arcobaleno di utilizzare il tratto iniziale dello stesso argine, dalla trattoria all'inizio della bonifica (ex-Terre Bianche) per accedere all'acqua con imbarcazioni di "nautica naturale". Tale progetto lo potete trovare esposto nel nostro sito www.arcocanoa.org . Qui c'è anche la lettera indirizzata al Magistrato alla Acque dal presidente di Municipalità che appoggia tale progetto.... Occorre quindi ricordare a chi va a realizzare la pista ciclabile che per un tratto l'argine deve permettere il passaggio dei mezzi terrestri che trasportano i mezzi nautici e quindi gli eventuali "paletti" che impediscono ai mezzi terrestri a motore di passare sulla pista ciclabile o vanno messi all'inizio della bonifica o si danno delle chiavi alle associazioni nautiche per rimuoverli e riposizionarli se si mettono vicino alla trattoria...Ciao.
Tito Pamio |
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28 luglio 2008
PONTE HEINEKEN |
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Anche quest’anno per la manifestazione musicale Heineken Jammin' Festival è stato costruito un ponte pedonale per collegare il parcheggio di Via Orlanda al parco.
Purtroppo però il ponte era provvisorio e quindi prontamente smantellato al termine della manifestazione!
Perché non è stato lasciato definitivamente? Questo ponte permetterebbe ai Campaltini di evitare il pericoloso incrocio Via Orlanda - Via Martiri (SR14) e quindi raggiungere il parco di San giuliano e Mestre in sicurezza.
Speriamo per i prossimo Heineken Jammin' Festival
Elena |
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04 luglio 2008
ANGOLO ESOTICO A CAMPALTO |
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Ma no ea sarà miga finia cossi? In veneziano fa molto più effetto, esprime meglio la perplessità di coloro che passano nel nuovo piazzale della chiesa e guardano la fontana. Da rimanere a bocca aperta.
E pensare che l’opera che abbiamo davanti è la vincitrice di un concorso di idee lanciato dal Comune. Se questa è la prima, cosa dovevano essere le altre (ma nasce qualche dubbio anche sulla commissione esaminatrice).
Lo stupore diventa sconforto e amarezza, perché da come si vede nella foto, ci troviamo di fronte ad un angolo esotico che neanche in qualche paese sperduto della Cina devastato dall’inquinamento o alla degradata periferia di Nairobi possiamo trovare: acqua verde, stagnante, marcia, erbacce infestanti, rami secchi e sporcizia. Questa è diventata la nostra piazza. Più volte o chiesto un po’ di pulizia ottenendo in cambio le solite risposte evasive.
Non bastava il vicino di casa che ogni tanto se ne esce sui giornali, gridando allo scandalo perché con i soldi pubblici si è sistemato il piazzale del prete, adesso dobbiamo sorbirci questi incompetenti che ci lasciano vivere nel degrado.
Forse stanno meglio in Cina o in Africa, dove un semplice spiazzo, permette alla gente di incontrarsi.
Don Massimo |
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24 giugno 2008
FONTANA FINITA! SI', MA...... |
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Buongiorno,
Finalmente la fontana di Campalto, tanto attesa dopo mesi di non-lavori, è completata.
A dire il vero alla prima occhiata non te ne accorgi neppure, perchè l'acqua quasi non si vede scendere da quel tubo che sembra una ciminiera arrugginita.Tra le foglie secche, i sassetti rossi e la polvere della strada, l'acqua è già sporca. Forse al posto di una grande vasca, un muro e un palo sarebbero stato più utile e bello avere un fazzoletto d'erba curato con due panchine e una fontanella da cui bere....
Un cittadino |
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10 giugno 2008
SEGNALAZIONE DI UN CITTADINO AI VIGILI URBANI:
I MEZZI PESANTI AGGIRANO I CONTROLLI |
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Spettabile Comando
Vi scrivo per segnalare cosa succede in prossimità dell´aeroporto: il traffico pesante che attraversa il centro abitato di Campalto in direzione Jesolo o bretella autostradale, una volta superato il centro di Tessera per evitare i controlli dei vostri agenti in prossimità dell´impianto di betonaggio "grigolin" svolta per la strada di accesso all´aerostazione.
Arrivati alla rotonda svoltano a sinistra per proseguire per la strada che collega con l´ingresso del reparto volo della polizia e del cento meccanizzato delle poste uscendo in triestina e poi dirigendosi o verso Jesolo o verso la bretella autostradale evitando i controlli
Stessa cosa per la direzione san giuliano, lo fanno al contrario in "barba ai controlli"
Anche a Favaro Veneto il traffico pesante proveniente da Dese per via altinia svolta per via indri uscendo in via san donà in prossimità all´euroresidence e immettendosi nella SS 14 Bis evitando sia i controlli di Tessera che quelli di Campalto
segnalazione di un cittadino al Comando dei vigili urbani
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04 giugno 2008
MANCANZA DI SENSO CIVICO? |
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Io la chiamerei mancanza di senso civico, e voi?
Premesso che a Campalto non manca, per fortuna, lo spazio per parcheggiare (osservare il lato destro dell'immagine); che quella è un'area di sosta riservata ai portatori di disabilità; che è diventata un'abitudine consolidata piazzare la macchina in quel posto, mi chiedo: non bastano a questi signori marciapiedi e strade, devono invadere anche i pochi frammenti di pista ciclabile che con tanta fatica stiamo cercando di conquistare?
Gianfranco |
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03 giugno 2008
MARCIAPIEDI IN VIA CHIARIN E....OLTRE |
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Concordo pienamente con il cittadino di via Chiarin, ma la sua strada non è l'unica ad aver bisogno di interventi di ripristino. Campalto, che è stata dimenticata da tutti nel corso degli anni, necessita di un profondo "maquillage" e solo la convinta partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria può portare a qualche risultato. L'amministrazione comunale, e non solo lei, è dalla nostra parte: stanno combattendo al nostro fianco Sindaco, assessori, presidente di Municipalità e, cosa da non sottovalutare, il Prefetto Nardone, primo garante della sicurezza del territorio. Diamoci tutti una mano, quindi, per costruire una Campalto moderna e vivibile, tralasciando dialettiche basate sulla sterile polemica e le proteste fini a se stesse, senza attendere che siano eventi drammatici a scuotere le persone.
Gianfranco |
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30 maggio 2008
MARCIAPIEDI IN VIA CHIARIN |
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Abito a Campalto dal 1975 e ne ho visti di cambiamenti da allora e vorrei complimentarvi con voi per l’impegno messo per ottenere tutto ciò che avete fatto in questo ultimo anno, ma c’è un però :
Vedo che diversi marciapiedi sono stati messi in condizioni ottimali (vedi via Bagaron)o come via Tiburtina, in questi anni che abito qua è stata messa a nuovo più di una volta. Vorrei tanto venisse sollevato il problema anche in via Chiarin, sarebbe ora di sistemare anche i nostri marciapiedi sono passati più di 20 anni. Non solo ma andando ogni mattina al lavoro in pulman, come fanno tanti, si capisce quanto necessario sarebbe aprire un passaggio tra via Chiarin e via Orlanda così quando si torna a casa stanchi con il 19 o il 5 diretto, non servirebbe più a fare tutta via Chiarin, ma attraversarla proprio di fronte alla fermata.
So che le case verdi sono del Comune e penso che non ci sarebbe niente di male lasciarci un passaggio pedonale visto che se si guarda anche adesso ci sono
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già le due reti, per fortuna che ogni tanto ci sono i cancelli aperti e allora passo ma non mi sembra giusto fare questo.Lo so che di problemi ce ne sono tanti e forse anche più importante di quello che vi ho comunicato, ma visto che potevo esprime una mia opinione volevo dirla.
Vi saluto e vi ringrazio da cittadino di Campalto per tutto quello che fate, e spero almeno di avere una risposta,complimenti per il sito. |
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22 maggio 2008
INDIGNAZIONE per il ricorso al TAR di "Superbeton" |
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L'associazione "Cittadini per Campalto" manifesta la propria indignazione per il ricorso al TAR presentato dalla ditta "Superbeton" a un anno esatto dalla scomparsa della giovane Giulia travolta dalle ruote di una betoniera.
Ricorda che il divieto di Transito attraverso i centri abitati di Tessera e Campalto è sancito da una disposizione ANAS del 1991 e gli ultimi provvedimenti messi in atto dal Comune di Venezia non hanno fatto altro che attivare i necessari controlli ed emettere le relative sanzioni.
Attraverso il menzionato ricorso la sopra citata azienda ammette di aver impunemente infranto il suddetto divieto la cui mancata osservanza è oggetto di indagini a seguito dell'esposto presentato dall'associazione "Cittadini per Campalto".
Considerazioni:
- dall'entrata in vigore delle restrizioni al traffico, quanti carichi di calcestruzzo sono oggettivamente andati perduti?
- il diritto alla sicurezza e alla vivibilità dei cittadini di Campalto e Tessera può essere messo in discussione da logiche aziendali, peraltro assai discutibili?
- per quali motivi la ditta in oggetto si è rivolta direttamente alla magistratura senza cercare un onesto confronto con i cittadini e le amministrazioni competenti?
- quali benefici i cittadini di Campalto e Tessera hanno ricevuto dall'attività "quarantennale" dell'azienda a parte un crescente aumento dei pericoli legati soprattutto alla velocità degli automezzi (verificata spesse volte oltre i 90 km/h) e dell'inquinamento già di per se elevatissimo?
- il divieto di transito dei mezzi pesanti per i centri urbani è vietato ovunque, per quale motivo a Tessera e Campalto dovrebbe essere consentito visto che la ss Triestina-via Orlanda è già intasata dal traffico automobilistico di collegamento con l'aeroporto e le località del litorale?
La cittadinanza di Campalto non è assolutamente disponibile a veder nuovamente negati i propri diritti e si prepara a manifestazioni di protesta che andranno ben al di là del semplice blocco stradale qualora venissero revocati o addolciti i divieti di transito attualmente in vigore.
Cittadini per Campalto
Leggi l'articolo del Corriere del Veneto |
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13 maggio 2008
FONTANA |
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Quella struttura che doveva essere già da una decina di mesi una fontana in piazza a Campalto, è ancora lì incompleta, sebbene a settembre 2007 ci sia stata l'inaugurazione. Operai lì da tempo non se ne vedono....perciò ci si domanda: quello è il risultato finale?
era meglio non farla.
Anonimo |
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09 maggio 2008
INTERRUZIONE PISTA CICLABILE IN VIA ORLANDA |
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Sono finalmente iniziati e sembrano proseguire con buona energia i lavori per la pista ciclabile su via Tiburtina. Sono quasi terminati quelli su via Orlanda che si interrompono però all'altezza dell'inizio del tratto di competenza ANAS. Senza quel centinaio di metri che manca al raccordo con gli esistenti marciapiedi e la nuova ciclabile di via Sabadino tutti i lavori fin qui intrapresi non servono quasi a nulla. Tenuto conto che anche il tratto di via Orlanda tra Campalto e Tessera è di competenza ANAS e tutti ben sanno in quale stato di abbandono e pericolo si trovano, credo sia indispensabile una mobilitazione nei confronti di questo ente piuttosto insensibile ai problemi della sicurezza dei cittadini.
Gianfranco |
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24 aprile 2008
MARCIAPIEDE DI FRONTE ALL'HOTEL ANTONY |
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Vorrei segnalare il grande bisogno che c'è di sistemare il marciapiede di fronte all'hotel Antony di Campalto. Oltre che avere punti con il cemento tutto rotto, è anche pericoloso avendo le macchine e i camion affianco che corrono veloci in curva. Si potrebbe sistemare
ed allargare, oltre che a mettere delle transenne come la parte prima!!!
un cittadino |
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20 aprile 2008
PISTA CICLABILE IN VIA GOBBI |
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vorrei chiedervi:
ma la così chiamata "pista ciclabile" in via Gobbi a Campalto, vi sembra una pista ciclabile? Perchè io faccio fatica a crederlo: piena di paletti, con le macchine che si parcheggiano in mezzo, con i pedoni che intralciano chi vuole andare in bici, con gli automobilisti che ti sbucano davanti uscendo dalle vie e ti costringono ad inchiodare...
ai proggettisti e agli amministratori dico: ma avete mai visto le piste ciclabili in Germania e in Olanda?!?
Uno che vorrebbe usare di più la bici ma che fa fatica a farlo |
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20 aprile 2008
PARCO MARCHESI |
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Buongorno,
vorrei segnalarvi che da anni e anni il parco di Campalto, la zona verde tra via Chiarin, via Sabbadin e via Marchesi, è totalmente spovvisto di illuminazione, è poco curato e lasciato un po' all'inselvatichimento. Sarebbe bello poter portare i nostri figli a giocare al parco e lasciarli tranquillamente correre tra gli alberi, ma purtroppo i giochi ormai non ci sono più e gli alberi sono divenuti piuttosto una boscaglia. Basterebbe poco per valorizzare questa zona verde, essenziale per la vita campaltina...
Un frequentatore del parco |
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13 aprile 2008
PISTA CICLABILE IN VIA TIBURTINA: AAA operai cercasi! |
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Come dice il cartello il 3 marzo sono iniziati i lavori di: MANUTENZIONE STRADALE PER INSERIMENTO PERCORSO SICURO DI CICLISTI E PEDONI IN VIA TIBURTINA E REALIZZAZIONE PLATEA RIALZATA IN VIA GOBBI INCROCIO VIA TIBURTINA.
Qualcuno ha visto gli operai?
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Oltre al cartellone non si vede nessun segno di inizio lavori sebbene la data di ultimazione sia segnata per il 2 maggio 2008 è quindi passato più della metà del tempo previsto per la realizzazione dell’opera!
Alfonsa |
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08 Aprile 2008
MESTRE 2 : MA CHI LA VUOLE?
“UN ELEFANTE IN UN NEGOZIO DI CRISTALLI” |
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Mi sto riferendo al territorio di Tessera, già soprannominato Mestre 2. L'accordo è stato firmato tra Regione, Comune e SAVE e tutti ne sono entusiasti. Ne siamo sicuri? Stadio, casinò, arena per gli spettacoli, ampliamenti per l'aeroporto, centri commerciali, negozi, alberghi: circa 204 ettari verranno ricoperti di cemento, da 750 000 a 3 milioni di metri cubi che daranno l'addio a case, prati, zone agricole, alberi, parti del fragile equilibrio in cui si trova l'ecosistema lagunare. E sì, perchè Tessera, con il suo aeroporto che probabilmente verrà successivamente ampliato e reso internazionale (come se ne avessimo bisogno) si affaccia direttamente alla barena e alla laguna. E' considerata già l'espansione di Mestre, uno dei progetti più ambiziosi del territorio e si preoccupano perchè si studi una buona qualità architettonica. Ma ne abbiamo veramente bisogno? Non stiamo arrivando a fare le cose tanto per fare? Non ci sono prima problemi irrisolti da anni da risolvere?
Decine ormai sono i centri commerciali nel nostro territorio e la smania di costruirne di nuovi continua, come se questo spendere e girare per gli scaffali desse il senso della vita. Perchè l'uomo non è più capace di contemplare la natura, i paesaggi, il profilo di Venezia al tramonto che si specchia sull'acqua, di osservare il volo di un'airone o di una garzetta tra i canneti, di passeggiare all'aria aperta tra gli alberi, perchè non riesce più ad apprezzare e valorizzare le cose nella loro naturale bellezza?
Questo ammasso di cemento, più che un costruire è un distruggere. Sono mesi in cui gli allarmi ambientali si fanno sempre più evidenti, in cui una città fragile e delicata come Venezia cerca riparo dietro una gigantesca opera, il Mose, che alla fine chissà se si rivelerà efficiente, in periodi di emergenze territoriali come le ancora irrisolte bonifiche a Marghera o le difficoltà del sistema di viabilità veneziano già al collasso.
In un'area particolarmente delicata, che è la gronda lagunare, questo grande progetto pare prendere l'aspetto di un intervento pericoloso, violento e speculativo, che forse, in fondo, è solo finalizzato ad accrescere certi interessi, non certo quelli della gente “comune” e, come dice un celebre urbanista a riguardo, sembra piuttosto un elefante in un negozio di cristalli.
Daniele |
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7 Aprile 2008
STORIA DI UN BUCO E DI UN MURO |
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“La direzione lavori, interpellata dalla Municipalità, ha comunicato che entro il mese di marzo verrà terminata la fontana collocata sull’area verde accanto al sagrato della Chiesa di San Benedetto, con la posa del fondo della vasca, l’installazione delle pompe idrauliche e dei getti dell’impianto”.
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Questa è la dichiarazione resa dalla Municipalità e pubblicata nel foglio parrocchiale del 10 febbraio. Mi pare che si commenti da sola.
Se poi sottolineiamo che è dal 30 giugno 2007 che non si vede un operaio aggirarsi per la piazza, la stessa dichiarazione assume i contorni della farsa. Infine prendendo coscienza che la prima firma su un pezzo di carta fu fatta nel gennaio 2002 allora l’intera vicenda, dalla commedia passa alla tragedia.
Perché non si finiscono i lavori? Di chi è la colpa di questa ritardo? Cosa impedisce la realizzazione di questa mitica fontana? Dove sono le panchine, i portabiciclette, i paletti per chiudere la piazza affinchè non diventi un parcheggio o un circuito per gare di auto in notturna, la doppia circolazione in via Tiburtina?
In attesa di qualche risposta, propongo di provvedere noi alla realizzazione della fontana, giusto per far capire a chi passa a cosa serve quel buco e quel muro.
Don Massimo |
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6 Aprile 2008
MURETTO ALL'INCROCIO DI CAMPALTO |
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Il muretto costruito dal nuovo albergo in centro Campalto impedisce a carrozzine, disabili e persone che portano a mano la bicicletta di attraversare in sicurezza l'incrocio.
Poter parcheggiare le auto davanti all'albergo è più importante della sicurezza dei pedoni?
Elena
LEGGI L'ARTICOLO DELLA NUOVA VENEZIA |
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