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A seguito del drammatico incidente che a maggio 2007 ha visto la tragica scomparsa della quindicenne Giulia Abbadir, travolta e uccisa da una betoniera, la cittadinanza di Campalto è scesa spontaneamente in strada protestando contro il traffico e le code infinite, l'inquinamento, l'assenza di piste ciclabili e marciapiedi sicuri e pretendendo l'applicazione del divieto di passaggio di T.I.R., per porre fine a questa strage che, dal 1946 a oggi, ha visto la morte di ben 106 persone in Via Orlanda.
Nato all'indomani del drammatico incidente il Gruppo Giovani Campalto, insieme a Cittadini per Campalto, ha deciso di non mollare e lavorare facendo pressione su Municipalità, Comune e gli altri enti per chiedere fatti concreti per il quartiere affinchè non si continui a rimanere indifferenti di fronte al problema.
Il nostro volantino (392 KB)
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01 agosto 2008
T.I.R., BETONIERE E MEZZI PESANTI nuovamente e in via Orlanda
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Interesse pubblico e interesse economico vanno messi sullo stesso piano: questo ha detto chiaramente il giudice amministraticvo. T.I.R., betoniere e mezzi pesanti, da oggi potranno circolare di nuovo liberamente per via Orlanda, dopo che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Superbeton e l'ordinanza del Comune di Venezia è stata sospesa fino al 17 settembre.
Siamo tornati di nuovo da capo. Tutti gli sforzi che sono stati fatti, sono risultati vani. Nuovamente i mezzi pesanti percorrono via Orlanda, di nuovo il rischio di perdere la vita percorrendo la strada in bicicletta o attraversandola a piedi è diventato alto. A nulla allora sono valse le proteste, i blocchi della strada, le fiaccolate e le biciclettate, la processione con le 106 croci bianche finita sulle pagine di tutti i giornali il giorno dopo! La rabbia e la delusione aumenta perchè siamo noi ragazzi a rimetterci di più: noi che percorriamo quella via andando a scuola fino a Mestre in bicicletta, noi che la attraversiamo a tutte le ore del giorno per raggiungere la gelateria o la chiesa, noi che abbiamo usato tempo e fatiche per riprenderci la strada, linea di divisione del paese per farla tornare un punto di incontro, attorno alla quale oggi sorge la maggior parte dei negozi di Campalto. Campalto infatti è, e a quanto pare continua a restare, un grande incrocio sotto il sole, che emana caldo per l'asfalto bollente e che riempie l'aria di gas di scarico. Quello che noi, Gruppo Giovani Campalto, torniamo a chiedere con maggior forza per l'ennesima volta, è che T.I.R., mezzi pesanti, betoniere e trasporti eccezionali non passino per via Orlanda, che vengano costruite piste ciclabili sicure e pratiche per tutti, che si effettui il rilevamento del pm10 nei pressi dell'incrocio, che vengano messe in sicurezza le fermate del trasporto pubblico (soprattutto quelle nei pressi del cimitero). Stiamo già organizzando nuove forme di protesta. Speriamo di poter confrontarci con le autorità competenti del comune di Venezia, con i dirigenti delle aziende che hanno presentato i ricorsi e con chi ha potere decisionale sulle sorti di questa strada. Presto, se non verranno presi provvedimenti seri e definitivi, perchè riteniamo che l'interesse pubblico indiscutibilmente superi l'interesse economico, si sentirà ancora parlare di Campalto, dei suoi ragazzi e della code infinite di via Orlanda.
GruppoGiovaniCampalto
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106 LUMINI
106 lumini accesi all'incocio di Campalto la sera del 21 maggio 2008, ad un anno dall'ultima scomparsa, dalla centoseiesima vittima di via Orlanda.
guarda le foto |
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PER NON DIMENTICARE
Giovedì 13 marzo 2008 alle ore 17.30 ci siamo ritrovati davanti al cimitero di Campalto, da qui è partito un corteo che portando 106 croci bianche ha percorso via del Cimitero, via Orlanda e....
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